TIROIDE

I numeri della tiroide

Nonostante la nostra Penisola sia letteralmente “immersa” nel mare (fonte di iodio e di potenziale benessere per la tiroide), ogni anno, in Italia, vengono effettuati oltre 45 mila interventi per malattie di questa ghiandola. Nell’80% dei casi si tratta di donne: un quarto ha meno di 40 anni.

Le neoplasie della tiroide rappresentano l’1-2% di tutti i tumori. Ma l’incidenza è in aumento, probabilmente in relazione a fattori ambientali. Il carcinoma della tiroide colpisce più le donne (quattro volte più degli uomini) che possono essere operate anche in gravidanza (anche in anestesia locale). Nelle forme differenziate (la maggior parte di questi tumori) la sopravvivenza dopo l’intervento è molto elevata (oltre il 90 per cento a 5 anni).

Il gozzo (aumento di volume della tiroide) colpisce oggi in Italia circa sei milioni di persone, corrispondenti a più del dieci per cento della popolazione: il doppio rispetto a quel 5% sufficiente a definire la condizione endemica.

Non bastasse il numero elevato delle persone colpite, il rischio esiste per tutta la popolazione e la malattia costa allo stato almeno 300 miliardi di lire all’anno, fra diagnosi e terapia.

Ma il gozzo, manifestazione sia di iper che di ipotiroidismo, non è l’unica patologia che riguarda la tiroide, vanno considerate anche il cancro alla tiroide e la tiroidite di Hashimoto, i cui numeri sono inferiori ma ugualmente significativi.

Il Centro Italia è una delle zone a maggior prevalenza di patologie della tiroide. E’ per questo che è necessario sensibilizzare la popolazione a questi temi soprattutto in caso di familiarità. Le patologie tiroidee se scoperte in tempo permettono soluzioni mediche o chirurgiche mini-invasive che garantiscono una completa guarigione.

Screening e diagnosi

La valutazione della tiroide si basa su: esame clinico del collo, test ormonali ed ecografia in grado di valutare la morfologia della ghiandola e di rilevare la presenza e le dimensioni di eventuali noduli solidi, cistici o misti (con l’ecocolorDoppler si può studiare anche la vascolarizzazione della ghiandola e dei noduli). In casi particolari si può fare la scintigrafia in grado di rilevare la funzionalità globale della tiroide e noduli, differenziandoli in “caldi”, ipercaptanti, o “freddi”, ipocaptanti,

Nella valutazione dei noduli della tiroide ha oggi un ruolo molto importante l’esame citologico su agoaspirato (FNAC). Si tratta del prelievo di alcune cellule della tiroide con un ago sottile sotto guida ecografica. E’ una procedura di semplice esecuzione, poco invasiva e praticamente indolore. Lo scopo è quello di ottenere gruppi di cellule da studiare al microscopio.

Diete dimagranti e tiroxina

Negli ultimi 20 anni, in tutti i paesi sviluppati l’obesità ha raggiunto proporzioni epidemiche e la sua incidenza è in continuo aumento. Nel nostro Paese il 33% della popolazione sarebbe in sovrappeso (41% degli uomini e 26% delle donne); circa il 10% sarebbe obesa. Sebbene i primi responsabili dell’obesità siano le cattive abitudini alimentari e lo scarso movimento, vari studi hanno cercato altre possibili cause nell’assetto endocrino delle persone obese, e in particolare nell’ipotiroidismo.

L’obesità – caratterizzata da un accumulo di grasso in eccesso – può portare ad un effetti devastanti sulla salute, con significativa riduzione dell’aspettativa di vita. L’indice di massa corporea (IMC) è un parametro che mette in rapporto il peso con l’altezza, definendo le persone in sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 30 kg/m2) e obese (maggiore di 30 kg/m2). L’obesità è la principale causa di morte prevenibile in tutto il mondo, e la prevalenza sta aumentando in adulti e bambini. L’OMS considera l’obesità uno dei più gravi problemi di salute pubblica.

La regolazione del peso corporeo dipende da un gran numero di fattori: dall’assorbimento dei nutrienti, all’appetito; dalla qualità dell’alimentazione, all’attività fisica. Dare la colpa solo alla tiroide o al metabolismo, è decisamente limitativo. Non a caso le terapie farmacologiche dell’obesità usate finora non hanno dato i risultati sperati.

L’idea che aumentare gli ormoni tiroidei in circolo serva a ridurre il peso risale all’Ottocento: fin da allora sono stati usati per far scendere l’ago della bilancia. “Ipotiroidismo e obesità” non vanno sempre di pari passo: a fronte di un risultato (spesso modesto) di una dieta con aggiunta di ormoni tiroidei (tiroxina) è stato rilevato come alla sospensione del trattamento viene ripreso il peso perso. Per anni questa terapia dell’obesità è stata abbandonata, per tornare in voga quando – più recentemente – si sono diffusi metodi di laboratorio per dosare gli ormoni tiroidei in modo particolarmente preciso. Si è visto infatti che in una percentuale abbastanza elevata di obesi si può trovare un quadro ormonale compatibile con uno stato di ipotiroidismo iniziale. La tiroxina è quindi ricomparsa nelle diete dimagranti: e perfino in alcune creme ad applicazione locale per il trattamento transdermico delle lipodistrofie localizzate (“cellulite”).

Tra le cause organiche di obesità sicuramente le patologie endocrine (dell’ipofisi, delle gonadi, del surrene e della tiroide, nonchè il diabete di tipo 2) sono tra le più frequenti. Tra le patologie endocrine l’ipotiroidismo è sicuramente una delle cause più frequenti soprattutto nelle donne (si tratta sempre di percentuali molto basse). L’ipotiroidismo severo è sempre associato ad una riduzione del metabolismo e ad un aumento di peso. Ci sono evidenze che anche l’ipotiroidismo lieve può influenzare negativamente il dispendio calorico portando ad un aumento di peso. Un corretto trattamento dell’ipotiroidismo al fine di normalizzare il bilancio calorico, è molto utile prima di iniziare una successiva terapia dietetica e comportamentale.

L’ipotiroidismo (alti livelli di TSH e bassi livelli di ormoni circolanti, fT3 e fT4) – anche quando si presenta nelle sue forme più gravi – al massimo determina un incremento del peso corporeo di qualche chilo per lo più a causa dell’accumulo di liquidi che, comunque, regredisce gradualmente dopo l’inizio della terapia con cui si provvede a restituire al paziente la quota di ormoni tiroidei non più efficacemente prodotta dalla tiroide. Si tratterebbe di un accumulo – nello strato sottocutaneo – di sostanze idrofile, i mucopolisaccaridi, che trattengono acqua. E’ quindi molto più facilmente reversibile di quanto non lo possa essere la massa grassa.

L’isola dei centenari

A Okinawa, in Giappone, c’è la più grande concentrazione (al mondo) di centenari e ultracentenari in buona salute. In quest’isola del pacifico l’obesità e le malattie cardiovascolari hanno un’incidenza inferiore dell’80% rispetto agli Stati Uniti. Il segreto? La popolazione mangia poco (circa 1.100 calorie al giorno) e bene (verdura, pesce, riso, soia e alga Kombu) e aggiunge la curcuma nel tè e nelle zuppe. La curcumina rallenterebbe alcuni dei processi infiammatori che sono alla base di obesità, diabete, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di neoplasie. Come mangiarla? Una spolverata su pesce e verdure. Va bene anche il curry, miscela di spezie che contiene la curcuma.

 

Prof. Luca REVELLI

Chirurgo endocrino, Università Cattolica, Roma

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