OCULISTICA

La salute, definita nel 1946  dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) come uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, viene considerata un diritto e pertanto alla base di tutti gli altri diritti fondamentali che spettano alle persone.

Se di solito è il paziente a ricercare la salute, a volte accade che siano le istituzioni a portare la salute dal paziente. È quanto successo grazie all’evento #SALUTE organizzato dall’associazione Obiettivo Salute il 17 e il 18 novembre 2018 in Piazza San Giovanni, una delle piazze più caratteristiche e vive di Roma, tappa di un tour che toccherà le maggiori città italiane.

Fra i vari spazi dedicati alle principali specialità mediche, ci siamo occupati di gestire quello dedicato all’oftalmologia incentrato sullo screening delle principali patologie oculari. Nel nostro spazio sono stati presenti professori e medici strutturati del Policlinico Umberto I di Roma insieme a un nutrito numero di medici specializzandi in oftalmologia e studenti di ortottica.

Per molti di noi, giovani medici, è stata una delle prime esperienze di incontro con il paziente al di fuori della struttura ospedaliera e, in questo contesto, un’occasione formativa per verificare dal vivo l’utilità della prevenzione.

In effetti un tale tipo di screening è quanto mai fondamentale in quanto l’importanza delle visite di controllo in ambito oculistico è spesso trascurata e quando il paziente decide infine di recarsi dal medico, si ha spesso a che fare con quadri già avanzati.

Pertanto il nostro obiettivo, oltre alla vera e propria attività di prevenzione, è stato quello di fare informazione, di spiegare lo stretto rapporto fra le patologie sistemiche e il rischio di sviluppare patologie oculari e di incentivare i pazienti a sottoporsi a controlli regolari.

I dati 

Nelle due giornate dedicate alla prevenzione sono stati visitati, presso il padiglione di oculistica appositamente allestito, un totale di 110 persone. Ogni paziente è stato sottoposto a un esame del visus, al test di Amsler, alla valutazione del segmento anteriore dell’occhio alla lampada a fessura, alla misurazione della pressione intraoculare e all’esplorazione del fondo oculare previa instillazione di midriatico.

Nell’osservare la distribuzione per sesso si nota un maggiore interesse alla prevenzione da parte delle donne, che hanno rappresentato il 53% dei soggetti visitati.

La distribuzione per età, come riportato in grafico 1, mostra una considerevole variabilità nelle fasce di età che si sono presentate in visita. La media risulta pari a 57,6 anni, sottolineando una maggiore attenzione alla prevenzione da parte dei soggetti più anziani. In particolare, la classe di età maggiormente rappresentata è stata quella compresa tra i 50 e i 59 anni. Interessante notare la partecipazione anche di numerosi bambini, il 10% del totale.

In merito alle patologie più frequentemente osservate, la maggior parte delle persone si è recata presso il padiglione lamentando difficoltà visive e richiedendo pertanto un esame del visus. Ad un successivo esame condotto con lampada a fessura sono state riscontrate cataratte in vari stadi maturativi il 6,36% del campione. Fra le altre patologie segnalate il 7,27%, presentava una pressione intraoculare al di sopra della norma, stessa percentuale del 7,27% una patologia retinica (retinite pigmentosa, maculopatie ecc.).

Conclusioni

Le giornate della prevenzione si sono rivelate essere una valida iniziativa. Portando i medici in piazza, a stretto contatto con le persone, è stato possibile enfatizzare l’aspetto umano del rapporto medico paziente. Al contempo la necessità di dover informare in maniera chiara e concisa i partecipanti sull’importanza della prevenzione e sul concetto di rischio di sviluppare determinate patologie (maculopatie e glaucoma in particolare), oltre al dover gestire un efficace screening avendo a disposizione le minime informazioni necessarie, si sono rilevate delle sfide stimolanti.

L’afflusso di persone, pur avendo risentito della poca diffusione dell’evento, si è rivelato buono e adeguato ai tempi di visita e ha permesso il corretto e veloce indirizzamento del paziente verso le strutture territoriali appropriate alla gestione delle problematiche individuate. Non meno importante è stato infine il riscontro positivo fornito dagli stessi partecipanti. La possibilità di confrontarsi direttamente con un medico in un contesto neutro come quello fornito dalla piazza di una grande città ha permesso una interazione più rilassata e formativa, diversa sicuramente dall’impostazione più rigida ma necessaria per il corretto funzionamento di una struttura ospedaliera. È stato così possibile insistere debitamente sull’importanza della prevenzione nella tutela della propria salute e invitare i soggetti in cui abbiamo riscontrato delle alterazioni a sottoporsi al più presto ad una visita oculistica completa.

In conclusione possiamo affermare di aver tratto noi stessi dei benefici da questa esperienza che ci ha aiutati non solo a comprendere la necessità di una giusta e corretta comunicazione con il paziente ma anche a capire l’importanza della collaborazione tra colleghi necessaria a gettare le basi per una adeguata gestione del prossimo, come paziente ma soprattutto come persona nella sua interezza.

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