ALLERGOLOGIA

La stagione delle allergie da polline rischia di estendersi: da gennaio a giugno invisibili nubi di polline viaggeranno nell’aria per depositarsi ovunque, anche a chilometri di distanza.

di Regina Geloso

La stagione dei pollini è iniziata ancora prima quest’anno secondo gli esperti. I primi casi si sono, infatti, registrati già a gennaio: due mesi in anticipo, come la fioritura delle mimose; “un record assoluto” afferma la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), “un altro effetto del cambiamento climatico“.

Aumenta il numero e l’incidenza degli allergici

Lacrimazione, starnuti, ma anche tosse o asma: questi i principali sintomi avvertiti dai circa 6 milioni di italiani che soffrono di allergie respiratorie in Italia. Problema che è in sensibile aumento non solo in Italia, ma in Europa in generale.

I soggetti allergopatici sono aumentati di numero e le nuove incidenze sono significative” spiega Prof. Francesco Le Foche, Allergologo del Policlinico Umberto I di Roma.

“Un terzo dei bambini risulta ormai essere allergico a qualche polline e molti adulti, prima indenni, accusano di esserlo improvvisamente diventato”.

In tal senso “il clima ha un ruolo molto importante, anche perché l’aumento della temperatura cambia la pollinazione“, prosegue l’esperto, non solo dilatando il periodo della stagione dei pollini, ma anche modificando la tipologia di allergeni coinvolti.

Nuovi pollini con i cambiamenti climatici

Oltre al generale innalzamento delle temperature, infatti, l’elevata concentrazione di anidride carbonica porta le piante a rilasciare più polline. Mentre a nuove latitudini fanno capolino allergeni sino ad oggi sconosciuti.

Ad esempio, spiega Prof. Le Foche “le piante come l’ambrosia, che ha colonizzato il continente europeo da poco tempo, sta dando delle sintomatologie importanti soprattutto nei bambini”.

Strumenti utili

Oltre i farmaci, utili a contrastare i sintomi più importanti e/o persistenti, vi sono alcuni utili accorgimenti da adottare tra cui, ad esempio, tenere le finestre chiuse, prestare attenzione durante le giornate ventose, lavare con più frequenza i capelli, in quanto i pollini presenti nell’aria possono finire tra i capelli e poi depositarsi sul cuscino durante il sonno.

Due strumenti utili per organizzare la propria giornata sono:

  1. calendari pollinici per conoscere il periodo di fioritura delle piante responsabili delle manifestazioni allergiche,
  2. bollettini regionali dei pollini per conoscere effettivamente gli aggiornamenti e le previsioni delle concentrazioni polliniche, ovvero quali e quanti pollini siano diffusi nell’aria. Il rilevamento dei pollini e delle spore aerodiffusi viene effettuato in numerosi centri distribuiti sull’intero territorio nazionale.

Cosa evitare durante i periodi di pollinazione

Il Ministero della Salute ha diffuso alcuni consigli utili soprattutto nei casi in cui siano previste attività all’aria aperta ed, in generale, nelle zone in cui è maggiore la presenza di allergeni. Tra questi, si raccomanda di evitare:

  • le uscite nelle ore di maggiore concentrazione pollinica, preferendo le uscite in prima mattina o tarda serata;
  • le gite in campagna, soprattutto se è presente vento e, in special modo, non passeggiare nei prati dove sia stato fatto di recente il taglio dell’erba;
  • i viaggi in macchina o in treno con i finestrini aperti. Se si viaggia in macchina, usare preferibilmente un impianto di aria condizionata, munito di filtri di aerazione anti-polline;
  • le attività all’aperto nelle ore centrali della giornata, soprattutto nelle giornate soleggiate e ventose e respirare attraverso il naso che filtra l’aria in entrata o indossare una maschera antipolvere. Evitare inoltre le strade trafficate e le aree verdi.

Da policliniconews.it

Gli altri Screening

Osteopatia_600x600
Anatomie
Portrait of Fresh and Beautiful woman isolated on white